Leggere, o non leggere
( 24/04/2008; 17:10 )
I libri, immagino, si possono convenientemente dividere in tre categorie:
Libri da leggere, come le Lettere di Cicerone, Svetonio, le Vite dei pittori del Vasari, l'Autobiografia di Benvenuto Cellini, Sir John Mandeville, Marco Polo, i Mémoirs di Saint-Simon, Mommsen, e (in attesa di averne una migliore) la Storia della Grecia di Grote.
Libri da rileggere, come Platone e Keats; nella sfera della poesia, i maestri non i menestrelli, nella sfera della filosofia, i veggenti non i savents.
Libri da non leggere affatto, come le Stagioni del Thomson, Italy di Rogers, Evidences di Paley, e tutti i Padri meno sant'Agostino, tutto John Stuart Mill meno il Saggio sulla libertà, tutti i drammi di Voltaire senza eccezioni, l'Analogia di Butler, l'Aristotele di Grant, l'Inghilterra di Hume, la Storia della filosofia del Lewes, tutti i libri argomentativi e tutti i libri che cercano di dimostrare alcunché.
La terza categoria è di gran lunga la più importante. Dire alla gente cosa leggere è di regola inutile o dannoso; poiché l'apprezzamento della lettura è questione di temperamento non di insegnamento; per il Parnasoo non c'è sillabario, e niente che si possa imparare vale mai la pena di essere imparato. Ma dire alla gente cosa non leggere è una faccenda molto diversa, e mi arrischio a raccomandarlo come missione allo Schema di Estensione Universitaria.
In verità, è qualcosa di cui si sente eminentemente il bisogno in questa nostra epoca, un'epoca che legge tanto da non avere il tempo di ammirare, e scrive tanto da non avere il tempo di pensare. Chiunque dal caos dei nostri curricoli sceglierà 'I Cento Libri Peggiori' e ne pubblicherà la lista, regalerà un beneficio autentico e duraturo alla generazione che viene. [...]
Profumo
( 24/04/2008; 17:09 )
Fu soprafatto dal desiderio di uscire nella notte e di andarsene. [..]
Ma non lo fece. Rimase dov'era e non cedette al desiderio, sebbene fosse forte.
Non gli cedette perché era un suo vecchio desiderio andarsene e rinchiudersi in una caverna. Lo conosceva già. Quello che non conosceva era il possesso di un profumo umano, un profumo stupendo come quello della fanciulla dietro il muro. E anche se sapeva che avrebbe dovuto pagare un prezzo terribilmente alto per il possesso di questo profumo e la sua perdita, tuttavia il possesso e la perdita gli sembravano più degni d'esser desiderati che non la secca rinuncia ad entrambi. Ma mai aveva posseduto e perso qualcosa.
V
( 24/04/2008; 16:51 )
Sotto questa maschera non c'è solo carne... sotto questa maschera c'è un idea... e le idee sono a prova di proiettile!
***
I popoli non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero avere paura dei popoli.
George. R. R. Martin
( 12/04/2008; 13:29 )
Someone once said that the villain is the hero of the other side.
Profumo
( 12/04/2008; 11:15 )
Grenouille stava a guardare e sorrideva. A coloro che lo vedevano, il suo sorriso sembrava il più innocente, il più affascinante e il più seducente del mondo. Ma in verità sulle sue labbra non c'era un sorriso, bensì un sogghigno orrendo, cinico, che rifletteva tutto il suo trionfo e tutto il suo disprezzo.
[..]
Aveva compiuto l'impresa di Prometeo. Con infinita raffinatezza era riuscito a produrre la scintilla divina che altre persone ricevono fin dalla culla senza colpo ferire, e di cui lui solo era stato privato. Più ancora! Se l'era creata da sé lottando, nell'interno del suo sé. Era ancora più grande di Prometeo. Si era creato un'aura più splendida e potente di quella di qualsiasi altro uomo prima di lui. E non la doveva a nessuno - non a un padre, non a una madre, e meno che mai a un Dio benevolo - ma unicamente a se stesso. In realtà era il Dio di se stesso, ed era un Dio ben più grande di quel
dio puzzolente d'incenso che dimorava in chiesa.
Anton Ego
( 12/04/2008; 11:12 )
In many ways, the work of a critic is easy. We risk very little yet enjoy a position over those who offer up their work and their selves to our judgment. We thrive on negative criticism, which is fun to write and to read. But the bitter truth we critics must face, is that in the grand scheme of things, the average piece of junk is more meaningful than our criticism designating it so.
But there are times when a critic truly risks something, and that is in the discovery and defense of the new. The world is often unkind to new talent, new creations, the new needs friends. Last night, I experienced something new, an extraordinary meal from a singularly unexpected source.
To say that both the meal and its maker have challenged my preconceptions about fine cooking is a gross understatement.
They have rocked me to my core. In the past, I have made no secret of my disdain for Chef Gusteau's famous motto: Anyone can cook. But I realize, only now do I truly understand what he meant.
Not everyone can become a great artist, but a great artist can come from anywhere.
Le relazioni pericolose
( 07/02/2008; 13:33 )
"E' così che va il mondo... trascendendo ogni mio controllo."
Il Signore degli Anelli
( 07/02/2008; 13:30 )
“Ma la Contea non appartiene solo a voi.”, disse Gildor, “Altri l’hanno abitata prima degli Hobbit ed altri ancora l’abiteranno quando non ci sarete più. Il mondo si estende tutto intorno a voi: potete rinchiudervi in un recinto me non potete per sempre impedire al mondo di penetrarvi.”
Harry Potter e l’Ordine della Fenice
( 07/02/2008; 13:28 )
“Sappiamo entrambi che ci sono molti altri modi di distruggere un uomo, Tom” disse calmo Dumbledore, continuando a camminare verso Voldemort come se non avesse alcun timore al mondo, come se nessuno avesse potuto interrompere la sua passeggiata nell’atrio. “Ovviamente prendendo la tua vita non ne ricaverei alcuna soddisfazione, lo ammetto”.
“Non c’è nulla di peggio della morte, Dumbledore!” ringhiò Voldemort
“Sei in errore”, disse Dumbledore, avvicinandosi ancora a Voldemort e parlando tranquillamente come se stessero discutendo davanti a un bicchierino. Harry fu spaventato vedendolo avanzare, indifeso, senza alcuno scudo; voleva urlargli il pericolo, ma la sua guardia senza testa lo schiacciava indietro contro il muro, bloccandogli qualunque tentativo di liberarsi. “La tua unica debolezza è sempre stata la tua incapacità di riconoscere che ci sono cose molto peggiori della morte”.
El Go
( 04/02/2008; 14:04 )
Hoy, nueve de setiembre de 1978,
tuve en la palma de la mano un pequeño disco
de los trescientos sesenta y uno que se requieren
para el juego astrológico del Go,
ese otro ajedrez del Oriente.
Es más antiguo que la más antigua escritura
y el tablero es un mapa del universo.
Sus variaciones negras y blancas
agotarán el tiempo.
En él pueden perderse los hombres
como en el amor y en el día.
Hoy nueve de setiembre de 1978,
yo, que soy ignorante de tantas cosas,
sé que ignoro una más,
y agradezco a mis númenes
esta revelación de un laberinto
que nunca será mío.
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